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VERSO LE AMMINISTRATIVE


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“Si considera buona, una pratica che corrisponda all’idea di sostenibilità intesa come fattore essenziale di uno sviluppo in grado di rispondere alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie” (Rapporto Brundtland –UNCED,1987).
Agire al presente pensando a 100 anni. Quanta consapevolezza c’è in chi andremo a votare, di queste parole?
Quanta fiducia dobbiamo riporre in chi ha deciso di brandire nelle proprie mani il nostro futuro?
A chi stiamo consegnando le chiavi di casa nostra ? Interrogativi a cui abbiamo cercato di rispondere compilando alcune “buone pratiche” su temi fondamentali come ambiente, economia, lavoro , immigrazione, che ogni candidato sindaco dovrebbe inserire nel suo programma.
Da qui nuovi importanti e fondamentali interrogativi che abbiamo deciso di rivolgere ai futuri conduttori del “bene comune”.
Amministrare la cosa pubblica significa anche promuovere e concretizzare la diffusione di politiche e scelte quotidiane orientate a diminuire l’impronta ecologica degli enti locali e più in generale della pubblica amministrazione. Con le prossime amministrative alle porte, ci siamo domandati quale miglior occasione per far conoscere, a chi fino ad ora ci ha amministrato, e a chi si candida per amministrarci, la possibilità di integrare nei loro programmi, progetti e pratiche innovative, spesso a basso costo, improntate sul risparmio energetico, acquisti verdi, riduzione della produzione di rifiuti, mobilità sostenibile, nuovi stili di vita, consumo critico e risparmio del territorio, a dimostrare che l’Italia del buonsenso esiste ancora, soprattutto partendo dal locale.
Così, ai primi di maggio, abbiamo presentato questo documento all’amministrazione uscente del Sindaco Roberto Faustinelli e alla lista civica candidata di Andrea Ratti, integrandolo con domande basilari, su temi fondamentali, qui di seguito elencate a cui seguono le risposte dei due candidati elencati:

AMBIENTE, ENERGIA, TERRITORIO:

Partendo dal risparmio energetico e dal consumo del territorio, chiediamo a chi si candida di considerare nel loro programma l’attuazione di un regolamento edilizio che potrebbe essere considerato all’avanguardia in Europa: chiunque voglia costruire un edificio od ottenere un permesso per ristrutturarne uno già esistente, ha l’obbligo della certificazione ambientale (che tutti dovranno rispettare secondo la nuova legislazione nazionale in materia), una piccola ma efficace norma che permette a chi acquista un’abitazione di sapere cosa, quanto e come consumerà da un punto di vista energetico, ad ogni classe corrisponde un grado di efficienza,come per gli elettrodomestici. Il tutto reso possibile dalla coibentazione dei locali, dall’utilizzo di tecnologie ecologiche (lampade a basso consumo, riduttori di flusso, pannelli termoriflettenti, ecc.),dall’uso dei pannelli solari e fotovoltaici, dalla geotermia al recupero dell’acqua piovana. Insomma, una proposta fondamentale per ripensare la gestione di un territorio secondo criteri di sostenibilità.
Avete mai pensato a cosa accadrebbe domani mattina se i nostri governanti annunciassero l’obbligo per tutti i Comuni italiani di sostituire le lampade ad incandescenza dei semafori con quelle a LED, che hanno una durata media di centomila ore (contro le duemila di quelle tradizionali) ed un risparmio energetico che si aggira intorno all’ottanta per cento rispetto a quelle utilizzate normalmente?!? Altro esempio sarebbe quello di attivare un progetto per l’installazione, da parte dei privati, di pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua. Il cittadino non deve far altro che rivolgersi all’ufficio ambiente del Comune, dove trova un albo degli installatori convenzionati con l’amministrazione, i modelli della ditta che ha firmato un accordo pluriennale a prezzi convenzionati con l’ente locale, e le indicazioni per accedere a finanziamenti agevolati da parte dell’istituto di credito coinvolto dal Comune. Il Comune garantisce in quanto ad affidabilità la ditta fornitrice dei pannelli solari, promuove ogni anno corsi di formazione per idraulici e artigiani locali, incentiva l’acquisto attraverso lo sconto riconosciuto dalla ditta per i residenti, favorisce forme di finanziamento agevolati per quei cittadini che non possono investire troppe risorse subito.
Un altro intervento a cui potrebbe adempiere un amministratore locale è quello di rendere efficiente da un punto di vista energetico la macchina comunale (pubblica illuminazione, immobili come scuole, musei, impianti sportivi, biblioteche, municipi, ecc.). Attraverso il coinvolgimento delle ESCO (imprese che sviluppano, finanziano e attuano progetti volti al miglioramento dell’efficienza energetica e alla riduzione dei consumi) è possibile risparmiare energia e denaro migliorando al tempo stesso le condizioni ambientali. Anche il problema della depurazione delle acque, civili o produttive, nel qual campo la nostra provincia risulta fra le più arretrate d'Europa, può essere migliorato,se non risolto del tutto, sostituendo inutili e costosi impianti ben presto desueti, con l'introduzione della fitodepurazione, ove bastano pochi metri quadrati e piante autoctone da zone umide, che si nutrono di batteri, sia a piccola scala (famigliare) che di più vasta portata, di quartiere o di paese.
Poi mi muoverei sul piano regolatore, cercando di promuovere una gestione del territorio partecipata che miri a razionalizzare gli spazi gli occupati, introducendo per le nuove edificazioni (laddove queste siano strettamente necessarie) criteri di bioedilizia e/o bioclimatica, eliminando inutili e insostenibili speculazioni immobiliari, invertendo un’ormai consolidata tendenza all’occupazione di suolo e alla cementificazione selvaggia. In questo senso, lavorare ad una seria politica energetica comunale che, partendo dall’abbattimento degli sprechi arrivi all’autosostentamento energetico, permette di liberare risorse economiche in grado di sottrarre gli enti locali all’odioso ricatto in atto da qualche anno e a cui anche gli amministratori più sensibili faticano ad opporsi: meno finanziamenti dallo Stato, obbligo di svendita di lotti di terreno per mantenere attivi i servizi alla persona. Sul piano dei rifiuti potrebbero promuovere la diffusione dei prodotti alla spina (latte, detersivi,pasta ecc.), le mense scolastiche disimballate (utilizzo dell’acqua del rubinetto, boicottaggio stoviglie usa e getta, uso di prodotti locali e di stagione ecc.), la diffusione dei pannolini lavabili al posto di quelli usa e getta, e tanto altro ancora. Alla prevenzione abbinare una raccolta differenziata fatta come si deve (sistema porta a porta con tariffa puntuale cioè meno inquini meno paghi) per arrivare a prendere seriamente in considerazione l’opzione rifiuti zero: tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un errore e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede istituzioni-imprese-università collaborare da qui ai prossimi 15 anni, quindi attuare accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio. Aprire “Negozi del riciclo”in ogni Comune dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali. costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici (ramaglie e sfalci vegetali, scarti di produzione agricola o di attività quali segherie ed affini) mescolati a reflui zootecnici prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping,
Svezia), chiudendo tra l'altro il cerchio dello smaltimento dei reflui provenienti dal settore agricolo, che da anni inquinano puntualmente le nostre rogge e falde acquifere.
- costruzione di moderni centri riciclo modello “Vedelago” dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per
l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave)
- costruzione di impianti di trattamento meccanico -biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello “Vedelago”. Questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Alcuni modelli di TMB (come l’israeliano Bioarrow) permettono anche la
creazione di biogas con la parte degli scarti organici non intercettati dalla raccolta differenziata, o molto costosi per lo smaltimento, come le ramaglie derivanti dai tagli delle alberature.
- incentivazione della microcogenerazione, soprattutto in un'area vocata ad un'industria a carattere energivoro, recuperando il calore altrimenti disperso nell'atmosfera, traformandolo in energia elettrica, rendendo l'attività praticamente indipendente, oltre che a basso impatto ambientale.
-informazione del cittadino sulle possibilità che ognuno ha di risparmiare energia: spegnere tutti gli apparecchi elettrici quando inutilizzati tramite interruttori,sostituzione del parco lampadine ad incandescenza con quelle a fluorescenza di classe A, guida all'acquisto di moderni elettrodomestici di classe superiore, oltre che di un loro appropriato uso o risparmio (caldaie, frigoriferi, lavatrici,forni). L’altro grosso capitolo riguarda la razionale pianificazione urbanistica, volta ad un ammodernamento sia in funzione della fruizione che della mobilità del territorio, strettamente connessa alla gestione dello stesso per quanto concerne l’ubicazione dei servizi e delle strutture pubbliche, la gestione e distribuzione delle merci, l’esistenza di un trasporto pubblico efficiente affiancato a nuove progettualità in corso di realizzazione in varie parti d’Italia: dal car-sharing al potenziamento dei percorsi ciclo-pedonali, al coordinamento degli orari di ingresso e di uscita da e
per il posto di lavoro dall’istituzione di percorsi casa-scuola a piedi, alla costituzione o rivalorizzazione di "corridoi ecologici", tramite piantumazioni e zone non coltivate in modo intensivo, utilizzo di manufatti in via di smantellamento come i molti molini presenti nei dintorni, la cui ruota abbinata ad una semplice dinamo può dare loro un riuso non solo museale ma diproduzione di energia ad impatto zero.
Fatti questi passaggi, risulta fondamentale incentivare i cittadini all’introduzione di nuovi stili di vita che consentano il risparmio di risorse, di energia, la riduzione dei rifiuti e degli inquinamenti, portando contemporaneamente anche un risparmio economico ed un miglioramento della qualità della vita
Pensiamo siano questi i punti irrinunciabili di un ipotetico programma per un amministratore che in campagna elettorale si dichiari vicino alla descrescita. Purchè tutti questi progetti non diventino una scusa dietro cui nascondere politiche energivore. Ci spieghiamo: la raccolta differenziata ha un senso solo se alla fine dell’anno sono riuscito a convincere i cittadini a produrre meno rifiuti; i
pannelli solari servono se prima ho reso efficiente da un punto di vista energetico l’edificio sul cui tetto ho deciso di installare il pannello; la carta riciclata negli uffici è ottima ma non ha alcun senso se poi non si usa il fronte retro e si sprecano una montagna di fogli per niente; il nuovo quartiere impostato secondo i criteri della bioedilizia sta in piedi se prima ho verificato la necessità di costruirlo, il quartiere.


DOMANDE E RISPOSTE DEI CANDIDATI:

Questione Rifiuti:

E’ un dato di fatto che la Raccolta Differenziata Porta a Porta con Tariffa Puntuale (RDPP) raggiunge alte % di differenziata di alta qualità (70-80%), riduce la produzione di rifiuti procapite, riduce i costi sia per l’amministrazione che l’attua che i costi sociali (ambientali, sanitari), riduce la tariffa rifiuti per il cittadino-utente. In sintesi è la migliore e più corretta pratica per una correta gestione rifiuti. Che peso ha nel Vs. programma? Quali intenzioni avete e quali propositi concreti avete a riguardo?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Il tema dell’ambiente e in particolare dell’energia e dei rifiuti meritano particolare attenzione e noi siamo convinti che la cosiddetta “Green economy” rappresenti un’importante scommessa per un futuro sostenibile. È chiaro che le scelte “strategiche” vanno prese a monte, cioè a livello nazionale o meglio ancora sovranazionale, ma va sottolineato l’importante ruolo che hanno le scelte locali sia per l’impatto immediato sia per la ricaduta immediata e verificabile.
Nel merito del tema rifiuti: il primo passo è la loro riduzione con l’educazione e l’incentivo al riutilizzo e all’abbandono della pratica dell’usa e getta e puntando alla promozione di materiali biodegradabili e di contenitori riutilizzabili.
Viene poi la raccolta differenziata porta a porta, pratica che ottiene ovunque risultati davvero sorprendenti, ma per essa va specificato che non si stratta solo di aumentare la percentuale di raccolta ma soprattutto di diminuire la quantità complessiva di rifiuti, nella speranza di poterla azzerare o quasi. Quel che è certo è che questo modello economico che pensa di poter bruciare risorse ed energia all’infinito deve cambiare direzione. Per far questo è necessario che l’amministrazione oltre a sostenere e promuovere la raccolta differenziata si impegni a ridurre i rifiuti alla fonte. Azioni concrete per ridurre i rifiuti alla fonte possono essere l’installazione di fontane dove sgorga acqua pubblica naturale e gassata dove i cittadini possono attingere acqua con proprie bottiglie, oppure incentivare gli esercizi commerciale alla vendita di prodotti sfusi ( detersivi, pasta, legumi, farine, riso etc..).


Conosce i rischi sanitari (diossine, furani, nanoparticelle ecc.) ai cui si va incontro utilizzando la pratica dell’incenerimento per lo smaltimento rifiuti?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Sul tema dell’inceneritore, sappiamo che gli stessi scienziati hanno opinioni divergenti ed. in questo caso dovrebbe prevalere il principio della precauzione, soprattutto quando emergono dati preoccupanti sulle emissioni (anche per la difficoltà di selezionare correttamente i materiali introdotti) , resta il fatto che questa pratica finisce spesso per rendere inefficace la raccolta differenziata per far funzionare a pieno regime gli impianti di incenerimento ed ha un bilancio positivo solo se sostenuta da forti incentivi pubblici
Buona cosa sarebbe se una buona gestione della politica dei rifiuti ne rendesse inutile la realizzazione.


Conoscete la Teoria Rifiuti Zero ? Quali propositi per attuarla nel Vs. Comune?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Vedi domanda successiva


La prevenzione rifiuti è il passo più importante per la via rifiuti zero, ancora prima della RDPP, che programma avete in merito alla sua attuazione con pratiche come l’introduzione di incentivi per le famiglie che utilizzano i pannolini lavabili, introduzione della vendita di prodotti alla spina, promozione dell’uso di depuratori d’acqua, promozione di imballi e stoviglie usa e getta tipo mater-bi per le sagre di paese, ecc.??

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Sono aspetti culturali ed indicazioni che si devono tenere presenti i pannolini per gli asili nido, o le stoviglie in materiale riciclabile e biodegradabile come il mater-bi per le iniziative sponsorizzate o patrocinate dalla Amm.Pubblica. La riduzione della produzione di rifiuti è la vera sfida. Quindi l’amministrazione si farà promotrice di interventi volti alla riduzione dell’utilizzo di prodotti “inutili”.


Un tema di attualità per Orzinuovi e la prossima chiusura della TMD con la perdita di 200 posti di lavoro. A parte i primi aiuti in termini monetari che vista l’enfasi con i quale sono stati presentati sembrerebbero più ad una campagna elettorale anticipata, che ne pensate di prendere in considerazione l’idea di progettare e costruire un impianto di smaltimento rifiuti (in cui viene riciclato e smaltito fino quasi al 100% di rifiuto) che offra la possibilità di creare 100 nuovi posti di lavoro e allo stesso tempo si inserisca in una serie ed efficace gestione rifiuti?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Sulla possibilità di avviare attività economiche “virtuose” in questo settore pensiamo proprio che meritino attenzione tutte quelle attività che vanno nella direzione di una riconversione ecologica dell’economia, saremo ben contenti di valutarne con gli interessati la fattibilità

Questione Energia-Territorio:

Qual’e’ il vs. programma di efficienza energetica nel vs. comune? Che intenzioni avete di utilizzare le ESCO (Energy Service Company) nel vs. comune almeno per quanto riguarda gli immobili di proprietà pubblica?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: È importante precisare che la precedente amministrazione, che trova nella lista civica diversi e qualificati rappresentanti, aveva già avviato iniziative in questa direzione tanto che era iniziata una collaborazione con Maurizio Pallante (allora poco conosciuto e oggi “guru” dell’economia della decrescita) attraverso convegni sul tema dell’energia e dei rifiuti da cui era emerso un progetto per la “ristrutturazione energetica” di alcuni edifici di proprietà comunale attraverso l’intervento di una ESCO. Intendiamo quindi riattivare quei contatti e partendo da un audit energetico degli edifici comunali che permetta di conoscere il consumo energetico(termico ed elettrico) dei propri edifici individuando quelli che sono i margini di miglioramento, i possibili interventi gestionali e/o impiantistici con relativa analisi costi – benefici e tempi di ritorno dell’investimento.


Cosa ne pensate di considerare nel vs. programma l’attuazione di un regolamento edilizio che potrebbe essere considerato all’avanguardia in Europa: chiunque voglia costruire un edificio od ottenere un permesso per ristrutturarne uno già esistente, ha l’obbligo della certificazione ambientale (che tutti dovranno rispettare secondo la nuova legislazione nazionale in materia), una piccola ma efficace norma che permette a chi acquista un’abitazione di sapere cosa, quanto e come consumerà da un punto di vista energetico, ad ogni classe corrisponde un grado di efficienza,come per gli elettrodomestica?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Quella descritta è la Certificazione Energetica ( non certificazione ambientale) degli edifici che entro il 2009 è obbligatoria per gli edifici pubblici esistenti, e già è obbligatoria per i nuovi edifici e per quelli oggetto di vendita (la chiede il notaio al momento dell’atto di acquisto, vendita o altro).
Il Certificato Energetico è un documento che descrive sinteticamente le caratteristiche energetiche del binomio edificio-impianto. Sinteticamente esprime quanto l'immobile consuma del punto di vista energetico, sia esso un appartamento o un intero edificio.
Lo stabiliscono le leggi nazionali e regionali D.lgs 192/2005 e L. reg 24/2006 con una lunga serie di decreti attuativi, circolari ecc.
E’ superata e superflua la richiesta di introdurre obblighi nel Regolamento Edilizio: è già un obbligo di legge.


Una volta risolto il problema dell’efficienza energetica, oppure simultaneamente, potreste considerare concreto l’obbiettivo di incentivare il cittadino che sceglie soluzioni fra energie rinnovabili tipo fotovoltaico, solare, termico, geotermia?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Gli interventi nel campo dell’uso di energie rinnovabili sono già significativamente incentivati economicamente; si possono introdurre semplificazioni negli iter autorizzativi dal punto di vista edilizio.


Che ne pensate di una gestione del territorio partecipata che miri a razionalizzare gli spazi gli occupati, introducendo per le nuove edificazioni (laddove queste siano strettamente necessarie) criteri di bio-edilizia, eliminando inutili e insostenibili speculazioni edilizie, invertendo un’ormai consolidata tendenza all’occupazione di suolo e alla cementificazione selvaggia?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Siamo consapevoli che soprattutto in campo edilizio ci sia molto da fare a partire dal dire Basta al consumo del territorio , tema che ha contraddistinto la formazione della nostra lista. Piuttosto che continuare una sconsiderata espansione che consuma territorio riteniamo indispensabile favorire il recupero e la ristrutturazione degli edifici già costruiti ripopolando e rivitalizzando le zone centrali del paese che sono in buona parte disabitate. Il paese deve essere riqualificato con un arredo urbano di qualità individuando aree verdi che aumentano la vivibilità e la qualità.


Che progetti avete per un ampliamento degli spazi pubblici verdi gestiti da persone “freschi” di pensionamento e utilizzabili soprattutto per bambini?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Devono essere conservati e valorizzati gli spazi verdi e allo stesso tempo ne devono essere creati di nuovi nelle aree di espansione residenziale o di recupero. Un’area verde è fruibile e rappresenta un valore se è conservata e mantenuta, altrimenti rischia di diventare un luogo di degrado. Troppo spesso si sono considerate le aree verdi un costo e non una risorsa per il paese e per la comunità. Una buona soluzione che tiene conto anche delle difficoltà economiche dell’ente comunale può essere quella di affidare a dei pensionati volontari la custodia e la cura degli spazi verdi.


Riteniamo sia importante in contatto istituzione-cittadino, in cui quest’ultimo possa essere messo al corrente in tempo reale e a seconda delle sue necessità su importanti temi, come appunto energia, rifiuti, ambiente. Istituire uno sportello “Ecoidea” che si rivolge prevalentemente ai cittadini, alle famiglie, ai consumatori, interessati a realizzare azioni concrete nella loro vita quotidiana per contribuire alla tutela ambientale e ad un risparmio delle risorse per trovare informazioni su incentivi e facilitazioni per chi sostiene l’ambiente (modulistica e scadenze) Tecnologie per il risparmio energetico in ambito domestico Comportamenti e prodotti eco-compatibili Convegni, conferenze e corsi Riferimenti bibliografici Ricerca di Ditte specializzate oppure nuovi stili di vita come Gruppi d’acquisto, Banche del Tempo, negozi equo solidali ecc. presenti sul territorio, credete possa fare parte concretamente del vs. programma ?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Riteniamo la partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa una delle priorità del nostro programma. Il cittadino può partecipare attivamente solo se è informato. A tal fine metteremo a disposizione tutti gli strumenti necessari per favorire al massimo la diffusione delle informazioni, dai mezzi tradizionali come il notiziario comunale ai mezzi più innovativi che vanno dal sito del comune che deve diventare motore della vita pubblica orceana all’utilizzo di newsletter piuttosto che sms rendendo visibile ogni evento pubblico registrato sul web a partire dai consigli comunali.L’ufficio relazioni con il pubblico coordinerà queste attività.

ECONOMIA

La crisi finanziaria scaturita dalla crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti è ormai divenuta di portata globale e due cose sono ormai chiare: essa si è trasferita anche nella cosiddetta economia reale ed il mondo è entrato in recessione; il denaro pubblico è stato “sdoganato” e l’intervento dello Stato nell’economia (quella cosiddetta finanziaria e quella reale) è improvvisamente diventato un “imperativo categorico”. Un sistema, questo, che non ha solo prodotto la crisi in cui noi ci dibattiamo ma, strada facendo, ha cambiato, in peggio, il volto delle società contemporanee. Ma la crisi economica fa di più, brucia posti di lavoro e aggrava l’emergenza
Interessante, a mio avviso, anche la discussione che si è sviluppata tra gli economisti. Paul Krugman, appena fresco di nobel per l’economia che, nelle scorse settimane, ha avanzato proposte interessanti:
• Dare soldi ai disoccupati e a coloro che hanno maggiori possibilità di spenderli;
• Dare soldi ai governi statali e locali (da noi diremmo agli enti locali), affinché non declassino i servizi pubblici e cancellino posti di lavoro;
• Comprare mutui in blocco e rinegoziarli affinché le famiglie possano tenersi le loro case;
• Realizzare qualche seria infrastrutture, dato che questo non è il momento di preoccuparsi del deficit.
Adottare questa filosofia oggi significherebbe voltare pagina e cambiare rotta: si passerebbe, infatti, dal primato degli interventi a sostegno delle banche e degli azionisti, dei risparmiatori e delle imprese, al primato degli interventi per sostenere il consumo della maggioranza della popolazione, dei disoccupati, del welfare, dei lavoro pubblici ecc.). La crisi presente si configura, già dai suoi primi effetti, come la più pesante degli ultimi decenni: nel nostro paese osserviamo un calo della produzione industriale, nel mese di novembre 2008, di circa il 12%, con una conseguenza diretta sull’occupazione che vede l’aumento vertiginoso del 500% delle ore di cassa integrazione (dicembre 2007 su dicembre 2008). Inoltre la crisi ha un impatto sull’occupazione (sono a rischio 1 milione di posti di lavoro), in particolare su quella precaria, sia per la mancata stabilizzazione da parte del Governo dei lavoratori precari nella pubblica amministrazione, sia perché nella crisi chi ha un contratto a termine, o interinale, o di collaborazione, è il primo ad essere lasciato senza lavoro. Per questi soggetti, rappresentati in particolar modo da giovani e donne, non sono presenti tutele sul versante degli ammortizzatori sociali. Se vogliamo evitare di assistere ad una guerra tra poveri (occupati contro disoccupati, precari contro stabili, tutti contro gli immigrati e così via), divisi proprio nel momento in cui ci vorrebbe più unità, dobbiamo cimentarci con la costruzione di proposte credibili e forti.
Credibili perché devono misurarsi con la gravità dei problemi dell’oggi, forti perché devono costruire un progetto per il futuro .
Proposte, idee forti, semplici e radicali che vanno fatte vivere nel paese attraverso una campagna di informazione e di ascolto, accompagnate da un crescendo di iniziative di mobilitazione e di lotta, insomma sostenute dal conflitto. Lo si deve fare con un progetto globale di sostegno
all’occupazione, di sostegno al reddito, un progetto che sappia valorizzare gli investimenti privati e pubblici all’interno di scelte forti in politica industriale.
Nel contempo è necessario rafforzare misure volte alla coesione sociale anche attraverso il potenziamento di politiche rivolte al welfare.
Servirebbe una strategia comune per rilanciare la crescita, lo sviluppo ed il sostegno al reddito.
Come uscirne, dunque? In tutto questo caos anche il parere dei nostri amministratori locali e dei candidati alle prossime elezioni puo essere determinante ed importante per capire come vorranno muoversi e se hanno le idee chiare di cosa succederà nei prossimi mesi con l’aumento della
disoccupazione e delle persone indebitate .


Davanti a questa crisi che non ha risparmiato la bassa come reagirete ? Promettete aiuti ai nuovi disoccupati e alle famiglie in difficoltà ?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Vedi sotto

• Cosa ne pensate dell’assegno sociale ?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Vedi sotto


Vi impegnerete con gli imprenditori che faranno investimenti e assunzioni ad agevolarli con le banche per il credito che ad oggi è bloccato?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Vedi sotto


La parola assistenzialismo è brutta ma centinaia di famiglie in difficoltà come saranno aiutate almeno dal comune nei servizi ?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Vedi sotto


Non pensate ad un accordo con le parti sociali per calmierare i prezzi dei beni primari come cibo e spese sanitarie ?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Vedi sotto


Vi farete garanti con le banche per bloccare i mutui e le rate ove i lavoratori in difficoltà ne chiedano aiuto ?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Vedi sotto

Ratti: ECONOMIA : il tessuto economico orceano è diversificato e i settori in cui si articola vivono in maniera diversa la congiuntura economica:
Grosse Aziende a capitale multinazionale ( TMD) : Le decisioni di dismettere o trasferire altrove tali attività difficilmente possono essere contrastate dalle autorità amministrative locali. In questi casi intervengono gli ammortizzatori sociali ( C.I.G.) erogati dall’Inps e nei casi come quello della TMD di liquidazione aziendale l’alienazione del patrimonio dell’azienda per far fronte agli stipendi e al TFR.
Su questo secondo aspetto l’ente locale potrebbe giocare un suo ruolo intervenendo sia sul venditore che sull’acquirente perché ci siano varie ipotesi di acquisto e venga scelta quella che oltre ad una adeguata valutazione dei cespiti aziendali presenti un Piano produttivo che indichi i livelli occupazionali che l’attività subentrante intende garantire.
Perché gli esuberi di manodopera trovino una ricollocazione occupazionale è necessario che Il comparto artigianale e della piccola impresa mantenga adeguati livelli di crescita. In questo momento la difficoltà principale è nell’accesso al credito.Il comune può intervenire può intervenire con la costituzione di un Fondo di Cogaranzia del Comune di Orzinuovi che agisca da moltiplicatore di altrettanti fondi anticrisi concessi dai Confidi.
Altro mezzo efficace perché la manodopera trovi occupazione alternativa È la sua riqualificazione professionali attraverso corsi di formazione professionale che il comune potrebbe facilitare coinvolgendo anche gli istituti professionali presenti . Risponde a verità che strategicamente l’innovazione produttiva con maggior prospettiva di crescita è quella legata alla tutela dell’ambiente. Se l’intera filiera della raccolta e dello smaltimento di rifiuti riuscisse , nel rispetto ambientale , a creare posti di lavoro a Orzinuovi sarebbe cosa assai positiva e quindi da noi valutata favorevolmente. L’intervento economico nel sostegno ai bisogni delle famiglie è già rilevante nel bilancio comunale. Ciò obbliga l’ente locale a gestire con estrema oculatezza le risorse disponibili. Sarà quindi opportuno introdurre un ISEE specifico che evidenzi lo stato economico effettivo della persona e stabilisca delle il quadro di priorità nell’erogazione dei servizi

IMMIGRAZIONE

Spesso la pratica più efficace e al tempo stesso più sottovalutata per affrontare un problema, di qualunque natura si tratti, è la prevenzione. Prevenire significa risparmiare tempo, denaro e scocciature. In ogni campo la si voglia inserire, da quello medico a quello ambientale, se opportunamente collocata, crea rilevanti e concreti risultati. Così succederebbe per quella particolare realtà, d’attualità che è l’immigrazione. Purtroppo il vecchio adagio “prevenire è meglio che curare” è abbondantemente ignorato a favore di un’opportunistica e ossessiva ricerca della cura, probabilmente per legittimare gli interventi volti a placare i nostri timori nei confronti dell’”uomo nero”. Interventi che si stanno ultimamente concretizzando nelle cosiddette “ronde”, ultima spiaggia di una società che ha abbracciato la logica del non riflettere a discapito della ragionevolezza e della ponderatezza. Frequentemente chi decide di abbandonare la propria casa, il proprio paese, i propri affetti, rischiando la vita in cerca di una sempre più improbabile fortuna in un paese straniero, sconosciuto e ostile, è perché si trova in condizioni disperate (fame, guerre, diritti umani negati, miseria). Condizioni a cui “l’uomo bianco”, con la sua indole colonialista, la sua logica consumistica e ovattato nel suo proverbiale egoismo, ha decisamente contribuito a creare i presupposti di disperazione, di gente pronta a stiparsi in una fragile barca per affrontare un futuro tanto speranzoso quanto incerto. Ma il Bel Paese non è unicamente meta di disperazione. Chi si affaccia all’italico stivale, non solo intravede una flebile speranza di trovare miglior fortuna; gli si presenta innanzi un sistema giudiziario che non riesce ad esprimere il proprio lavoro, presumibilmente per il continuo attacco che deve subire da parte di chi giustizia non vuole. D'altronde, se chi è stato eletto per legiferare convive con condanne definitive o di primo e secondo grado (70 in parlamento), deve pur difendersi dai continui attacchi provenienti dalla magistratura. In questo contesto, accade che chi ha infranto la legge, legifera, depenalizza i reati, accorcia i tempi di prescrizione, il tutto a proprio vantaggio o a vantaggio degli amici dei suoi amici. Probabilmente avviene che piccoli e medi delinquenti, al di là della frontiera, affacciandosi e scrutando un contesto di impunità, si prodighino per scavalcarla per approfittarne. Le soluzioni: centri di permanenza temporanea e ronde. E la prevenzione? In disuso. Diverrebbe dunque opportuno, per chi a breve verrà incaricato di responsabilità governativa locale, attuare delle iniziative che possano anche prevedere un cambio culturale, efficace nel tamponamento del fenomeno dell’immigrazione. L’informazione sta alla base di queste proposte. Promuovere una finanza etica, il commercio equo solidale, gli acquisti responsabili, potrebbero essere i primi passi verso la responsabilizzazione della comunità, che con le proprie scelte delimiterebbe l’immigrazione.D’altro lato, sarebbe auspicabile, sempre per chi si candiderà, prendere almeno una posizione di distanza o di denuncia nei confronti di quei partiti politici che senza pudore ospitano nel loro interno condannati di primo e secondo grado o in via definitiva. Quando poi la prevenzione esaurirà i propri effetti, serve comunque una rigida organizzazione per garantire la sicurezza di tutti, e ciò si consoliderebbe rafforzando chi ha già un’esperienza professionale in campo, come le forze dell’ordine, piuttosto che demandare il compito a improvvisati dilettanti.


L’immigrazione è ormai un fenomeno consolidato che necessità una riflessione. In un contesto economico come quello attuale, si rischia che chi sceglie i nostri paesi come mete per trovare lavoro, non lo trovi affatto e alimenti, di conseguenza, il problema della delinquenza. E’ possibile, secondo lei, attuare un’efficace prevenzione per arginare la questione?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Vedi sotto


Che punti ha inserito nel suo programma per prevenire questo fenomeno?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: . Sfruttando tutti gli strumenti e i poteri assegnati all’amministrazione comunale, in sinergia con gli enti deputati al controllo e alla pubblica sicurezza, dovranno essere indirizzate risorse per meglio vigilare sul territorio e ridurre fenomeni di criminalità che ormai sono troppo spesso oggetto delle cronache locali.
L’incremento del controllo del territorio, insieme ad una maggiore vivibilità e fruizione degli spazi comunitari ( che va stimolata con iniziative nei quartieri e nelle frazioni ) aumenterà la qualità della vita dei cittadini che potranno godere più tranquillamente del proprio paese, tornando magari a sviluppare quei rapporti sociali e “di buon vicinato” che sono sempre stati patrimonio delle nostre genti, e realizzando quell’ulteriore controllo sociale e mutualistico del territorio che può definitivamente scoraggiare ogni atteggiamento delinquenziale, anche il più piccolo ( assistiamo da troppo tempo a piccoli e grandi vandalismi senza più nemmeno avere la voglia o il coraggio di intervenire ). La sicurezza è la condizione nella quale e per la quale una persona o una comunità possa vivere la propria vita nel rispetto e tutela assoluta di se, della sua proprietà, della sua salute e dei suoi affetti.
La sicurezza è anche, il rispetto di regole, leggi e norme morali per tutti, prima si deve applicare la legge e poi l’intervento sociale serio


E’ d’accordo nel promuovere una “scossa” culturale nella popolazione creando impulso verso iniziative che possano far conoscere la finanza etica, gli acquisti solidali, il commercio equo solidale ecc.. ?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Sicuramente sono tutti strumenti che oltre a creare una “scossa” culturale possono creare le condizioni economiche di base per avere un supporto ai gravi problemi che le grandi povertà stanno ingenerando


Pensa di potenziare le “ronde” o i servizi di polizia locale?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: Le ronde fino ad ora sono state uno strumento demagogico di consenso mentre per quanto riguarda le tradizionali forme di controllo territoriale mediante anche l’utilizzo della polizia locale credo debba essere potenziata soprattutto per i servizi notturni e per un più radicale controllo delle abitazioni e cantieri che possono essere luogo di clandestinità e sfruttamento.


Che punti ha inserito nel suo programma per l’integrazione dell’immigrato nella comunità e la promozione dello scambio di culture fra immigrato e indigeno?

Faustinelli: Il candidato non ha risposto alla domanda

Ratti: L’integrazione dovrà avvenire con due riferimenti ben precisi: la solidarietà e la legalità. Dovranno essere messi in campo tutti gli sforzi necessari per favorire l’integrazione e la convivenza con quelle persone( e sono la stragrande maggioranza) che, nel rispetto della legge e delle regole della convivenza civile, hanno abbandonato la loro terra natale per migliorare la loro condizione di vita. Con lo stesso impegno, con la massima fermezza e severità dovrà essere trattato chi di queste leggi non si cura e queste regole le infrange.Anche a questo fine sarà cruciale il ruolo della Scuola: l’integrazione reale inizia da lì, sia perché forma i cittadini orceani di domani ( qualunque sia la loro etnia, religione o nazionalità di origine ), sia perché rappresenta il primo contatto con le famiglie di immigrati che risiedono sul nostro territorio. Sarà importante cominciare a porsi il problema dell’apprendimento dell’italiano da parte delle famiglie immigrate ed in particolare delle donne che ne rappresentano il fulcro. La comprensione della lingua rappresenta il primo elementare passo dell’integrazione poiché consente la comprensione delle regole e dei comportamenti. Davanti ad una percentuale di residenti immigrati intorno al 10% , questo diviene un tema ineludibile e prioritario.Peraltro questo avvicinamento potrebbe contribuire ad evitare fenomeni già in atto di auto-ghettizzazione da parte degli immigrati stessi, che non sono certo preamboli favorevoli ad una corretta convivenza



Gruppi:

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Io e gli amici Daniele , Mario , Luigi e Davide supportati dai grilli della bassa abbiamo cercato di offrire ai nostri concittadini un mezzo per conoscere meglio sia i candidati che le loro liste,
Se la potevano cavare con i soliti programmi elettorali , invece ci hanno sorpreso nel bene e nel male.
Piu di un mese fa abbiamo incominciato a chiedere risposte e avvisandoli che il tutto sarebbe stato pubblicato su parecchi siti locali e ci saremmo presi la briga di stampare oltre 4000 volantini che in questi giorni distribuiremo
bENE , LA SORPRESA è STATA la risposta atutti i nostri quesiti del candidato Andrea Ratti che ha colto il problema e ha capitol'importanza della comunicazione fra amministrazione pubblica e cittadini .
Valuteremo bene le sue parole e se verrà eletto non finiremo il nostro lavoro anzi lo incalzeremo visti i suoi buoni propositi
Chi ci ha sorpreso negativamente è stato il sindaco Faustinelli , nessuna risposta e nessun intervento in merito a nessun argomento.
Lavoro,immigrazione,sicurezza , ambiente , pensavamo fossero argomenti primari ma forse non aveva tempo o voglia di rispondere !!!
Chi ha risposto in maniera assai precisa e chi non ha proprio risposto a niente
Vedremo , per noi è l'inizio di una serie di iniziative che spro siano di supporto ai nostri concittadini e chi ci vorrà dare una mano sarà bene accetto
Pollicino Giorgio

 
ritratto di Daniele Bassini
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Troviamo inutile approfondire un documento che è già ben esteso.
Qui vogliamo creare solo lo spazio per i commenti, nei confronti delle risposte o non risposte dei candidati contattati.

Partiamo da Orzinuovi e dalle non riposte.
Come abbiamo già precisato nelle prime righe, il documento in questione è stato presentato sia alla lista di Faustinelli che alla lista di Ratti nei primi giorni di Maggio.
Come avete potuto notare la lista di Faustinelli non ha fatto pervenire nessuna risposta, malgrado i solleciti.
Ciò ci induce a pensare che non siano interessati a importanti questioni come quelle ambientali, energetiche, di risparmio territorio, economiche o d'immigrazione. In poche parole non sembrerebbero interessati al nostro futuro o meglio al possibile miglioramento di esso.
Più o meno grave, fate vobis, non sembrerebbero interessati nemmeno ad un dialogo con il cittadino.
In sintesi il "dipendente" Faustinelli parte già con il piede sbagliato......
Entrambe le liste, a tempo debito, erano state avvisate che avremmo pubblicato, in versione integrale, sia le risposte che le non risposte, con possibilità di commento.
C'è stato chi ha risposto e chi no.
C'è chi ha avuto paura e chi no.
Ma vediamo di entrare brevemente nel merito di chi non ha avuto paura.

  • La prima risposta in merito alla Raccolta differenziata, ci fa ben sperare che si possano attuare finalmente delle pratiche corrette in merito alla questione rifiuti e cioè prevenzione e raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale, il tutto verso l'obbiettvo di una seria riduzione dei rifiuti. Nel caso fossero eletti c'è solo da tenerli d'occhio
  • Alla seconda domanda purroppo si ricade, come spesso accade, nella trappola delle diverse opinioni degli scienziati. In questo campo non esistono diverse opinioni. Esistono solo scienziati seri, onesti e professionalmente preparati e il contrario di essi, cioè coloro che osannano gli inceneriori.
    Le leggi fisiche non possono avere opinioni. Così rifacendoci alla legge di Lavoisier o legge della conservazione della massa, dove « Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma »,non possiamo far altro che sostenere i veri scienziati che affermano che se bruciamo metalli, plastiche ecc. avremo il risultato di ottenere sotto un altra forma (gassosa) sostanze derivate da essi come diossine, furani o idrocarburi policiclici aromatici e non "profumo di violette" come qualcuno sostiene. Qui il principi di precauzione, troppo spesso sviato in altre situazioni, è inutile applicarlo: gl inceneritorli non bisogna costruirli e basta
  • quarta e quinta domanda: speriamo! li terremo controllati
  • sesta domanda: idem sopra
  • settima domanda: idem sopra
    • ottava domanda: perfetta spiegazione
      • nona domanda: qui una precisazione, in alcuni comuni come ad esempio a Roncadelle sono partite delle agevolazioni per chi investe in energie rnnovabli. comunque ci impegneremo ad approfondire l'argomento
        • decima domanda: anche qui buoni propositi da tenere sotto controllo
          • undicesima domanda: idem sopra
          • dodicesima domanda: idem sopra
 

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